La prima attività teatrale della Compagnia Filodrammatica Civezzano (sotto la denominazione di “Filodrammatica di San Tarcisio”) risale al 1890 con lo spettacolo “Il begone”.

La prima attività teatrale della Compagnia Filodrammatica Civezzano (sotto la denominazione di “Filodrammatica di San Tarcisio”) risale al 1890 con lo spettacolo “Il begone”. Le prime rappresentazioni si basavano sull’improvvisazione, sulla traccia di un copione approssimativo e venivano messe in scena da giovani dilettanti presso corti private e piazze. Si rappresentavano i testi più svariati, con la naturale predilezione per le rappresentazioni sacre. Tutti gli spettacoli avevano degli intermezzi musicali e il gruppo poteva contare sulla presenza fissa di un pianista e sul contributo saltuario di altri musicisti, suonatori di strumenti a corda e a fiato.

Lo scoppio della prima Guerra Mondiale portò a un periodo di pausa delle rappresentazioni, seguito da una fervente ripresa dell’attività teatrale sotto la guida dei vari curati che si succedettero.  Già negli anni del primo dopoguerra fra le numerosissime rappresentazioni messe in scena, citiamo “Le furberie di Scapino”, “Il Fornaretto di Venezia”, “Tormento”, “Il Conte d S. Germano”, “I pezzenti del mare”,

Durante il secondo conflitto mondiale la Compagnia riuscì a trovarsi anche se in maniera saltuaria mettendo in scena un discreto numero di spettacoli fra i quali: “Casa senza pace”, “Il monello di Napoli”, “L’uomo della quinta colonna”, “Mariska”, “Gente dell’Ovest”, “Egoismi”. “El vecio avaro”, “I pirati ferraresi”, “Un dramma in miniera”, “Al di là d’ogni bandiera”, “Telegramma con risposta pagata”. Alla fine della Guerra, si accorpò con la Filarmonica del Circolo San Tarcisio, assumendo il nome di “Compagnia San Tarcisio” e ricominciò intensamente la sua attività: la prima rappresentazione, fu “La Passione di Cristo” che coinvolse un gran numero di attori. Per quindici anni furono messe in scena svariate commedie fra le quali: “I denari di sangue”, “Nasce un mondo nuovo”, “L’angelo senza ali”, “L’innamorato delle stelle”, “Costruire”.

Negli anni ’50 il parroco di allora diede una svolta dialettale con la messa in scena del popolare testo di Gentilotti “En malgar, ma che om”, al quale seguirono poi negli anni spettacoli in italiano e in dialetto, fra i quali “L’ombra sua torna”, “Mio zio monsignore”, “I cinque vivi”, “Temporai d’istà”, “L’aurora ha visto la croce”, “Gran concerto”, “Sette uomini col cappello”, “La fabrica dei stròpi”, “Il simpatico zio parroco” e “Il simpatico zio sagrestano”. A metà degli anni ’60 vennero messi in scena soprattutto i testi del roveretano Guido Chiesa, in lingua italiana e in dialetto, alcuni scritti appositamente per la nostra Filodrammatica: “I fastidi del Pero Carabola”, “La danza della morte”, “Gheto ‘n canonega”, “Angoscia”, “Don Fidenzio e la siora Melania”. L’autore molto volte era presente alle recite.

A questi spettacoli seguì una fase di interruzione delle produzioni teatrali per fare spazio alle proiezioni di film, in un periodo in cui il cinema parrocchiale andava di moda in tutta Italia.

Fino a metà degli anni ’70 alle donne non era permesso recitare. La prima donna a comparire negli spettacoli della Filo fu Angelina Bampi nello spettacolo “Don Fidenzio e la siora Melania”. Fra gli altri lavori dell’intensa produzione, “Quel che no i credeva lori”, “Sen tuti paroni”, “Storie d’ancoi” ed alcuni spettacoli del civezzanese Dante Sartori nel ventennale della sua scomparsa: “L’istadela de San Martin”, “El vitalizi” e “Vecie storie”, con il quale prese parte alla “Prima Rassegna del Teatro Trentino” intitolata a Mario Roat. Un altro spettacolo di Sartori – “Con en pè en la busa” – ottenne un importante terzo posto alla terza rassegna del teatro San Marco di Trento..

Nei primi anni ottanta la compagnia poteva contare su un bel gruppo di giovani attori ed allestì con successo “Il pellicano ribelle” di Bassano, “L’orso” di Cechov, “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello, “La botega de l’orso” di Silvio Castelli spettacolo presentato nella stagione ‘83-‘84 alla Quinta Rassegna Mario Roat dove riscosse buon successo di pubblico e di critica.

Grande successo ebbero anche gli spettacoli rappresentati negli anni successivi: le commedie “Na cà en tra i boschi” e “El tesoro del nono”, di Tullio Nicolussi (quest’ultimo venne selezionato per la registrazione negli studi di T.V.A. e trasmesso sugli schermi dell’emittente regionale); “Il padre della sposa” di Franco Roberto, “La parona del vapor” di Silvio Castelli, che fu replicata con grande successo in molti teatri trentini.  

Nel 1980 in collaborazione con la Biblioteca comunale venne organizzata presso il teatro di Civezzano la prima delle tre edizioni della rassegna teatrale “Dante Sartori”, che vide la presenza di molte compagnie di ottimo livello artistico.

Nel 1989, con l’intendimento di fare teatro anche nella stagione estiva solitamente disertata dalle compagnie filodrammatiche, nacque il gruppo “Filo-Folies”, composto da alcuni giovani membri della Filodrammatica e da alcuni amici della Compagnia che sentivano l’esigenza di esplorare ambiti nuovi dell’universo teatrale, lavorando sul teatro sperimentale dei grandi maestri dell’assurdo. Il primo spettacolo messo in scena dal gruppo fu appunto “La cantatrice Calva” di Eugene Ionesco.

In questi anni l’attività proseguì e vi fu un cambio di regista: Vittorio Gadotti che fino ad ora aveva diretto la Compagnia lasciò il posto al giovane Roberto Claudiani che debuttò nel 1991 con la messa in scena de “El vestì per el paradis” di Talieno Manfrini, una commedia dialettale in tre atti con la quale la compagnia partecipò al Sipario d’Oro di quell’anno, vincendo il premio per la migliore attrice protagonista con Marisa Gadotti. 

Nello stesso anno venne organizzata dalla Filodrammatica la prima di due edizioni della rassegna “Spettacoli di teatro amatoriale a Civezzano” che vide la partecipazione di compagnie di ottimo livello. 

Nel frattempo il proseguo della fervente attività del gruppo “Filo-Folies” venne premiato nel 1992 quando partecipò al Sipario d’Oro con due atti unici , la già citata “Cantatrice calva” e “Lo sportello” di Jean Tardieu, portando a casa sia il premio Sipario d’Oro 1992 per il miglior spettacolo, che i premi come migliori attore e attrice protagonisti, assegnati rispettivamente a Roberto Claudiani e ad Alessandra Gadotti. 

Negli anni successivi la compagnia continuò la sua attività alternando testi del teatro locale a testi del teatro classico e sperimentale. Nel 1993 debuttò “Serata in tre momenti”, uno spettacolo composto da tre diversi atti unici: “L’embriago de Sesto” di Silvio Castelli, “Una domanda di matrimonio” di Anton Cechov e “Centocinquanta la gallina canta” di Achille Campanile.  Nell’anno seguente venne rappresentato il toccante testo di Elio Fox “Quatro soldi de speranza”.

Dalla metà degli anni novanta la compagnia si ritrovò a dover affrontare le grandi difficoltà insorte con la chiusura per inagibilità di quel teatro di San Tarcisio che per decenni era stato il luogo deputato all’allestimento e alla rappresentazione degli spettacoli. L’attività teatrale a Civezzano venne sospesa per un decennio ma i filodrammatici continuarono ad allestire gli spettacoli in spazi privati. e riuscirono negli anni fra il 1994 e il 2004 a confezionare ben quattro nuovi spettacoli, oltre a riproporne uno già rappresentato nelle stagioni precedenti, debuttando all’interno delle rassegne delle compagnie di altri paesi trentini. 

Il primo spettacolo realizzato nel periodo in cui la compagnia rimase senza teatro fu “Ma per fortuna è una notte di luna” di Ermanno Carsana. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la Filodrammatica San Martino di Fornace, con regia e attori provenienti da entrambe le compagnie, partecipò al Sipario d’Oro dove vinse il premio Sipario d’Oro 1993, i premi per la regia (a Camillo Caresia e Roberto Claudiani) e per il miglior attore caratterista (sempre Roberto Claudiani). Gli altri spettacoli messi in scena furono “El zalt de l’asta … ovvero delitti quasi perfetti” di Lina Lisciotto, “Papà Camillo” di Ivano Bertoletti, appositamente tradotta in dialetto trentino, che partecipò al Sipario d’Oro 2000.

Nella stagione 2001 – 2002 venne ripreso lo spettacolo dei primi anni novanta “Serata in Tre Momenti”, con gli atti unici di Castelli, Cechov e Campanile. Nella stagione successiva, fu la volta de “Il Campiello” di Carlo Goldoni. Lo spettacolo, che vide una bellissima prova in dialetto veneto da parte di tutti gli attori, partecipò al Concorso Sipario D’Oro e vinse il premio per la miglior attrice con Marisa Gadotti.

Finalmente i lavori del nuovo teatro presso l’Istituto Oxford vennero terminati e il primo maggio del 2004 il Teatro Comunale intitolato a Luigi Pirandello fu inaugurato nel migliore dei modi con una felice replica de “Il Campiello” con musiche dal vivo e una grande festa per tutto il pubblico e gli amici della Compagnia. 

Grazie alla nuova sede l’attività della Filodrammatica si tornò a organizzare nello spazio confortevole e attrezzato del teatro l’annuale rassegna teatrale intitolata a Bruno Palaoro, indimenticato ed amato membro della Filodrammatica scomparso prematuramente. Dal 2004, questa rassegna che si svolge da ottobre a marzo, viene ogni anno ripresa e vede la partecipazione di compagnie amatoriali e professionali provenienti dalla nostra Regione e da quelle vicine.

L’attività artistica della Compagnia proseguì incessantemente con una produzione nuova ogni anno la quale, oltre a chiudere la rassegna “Bruno Palaoro”, veniva replicata in giro per i teatri della regione: nel 2005 vi fu l’allestimento della commedia “La Maga Zenobia” di Adriana Zardini, nel 2006 il dramma “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht, che vide l’originale idea registica di far interpretare la parte di Galileo a più attori, mettendo al centro la parola del teatro brechtiano, nel 2007 la commedia “Il matrimonio perfetto” di Robin Hawdon, nel 2008 “Amici per sempre” di Brunetto Binelli, nel 2009 “Cose turche” di Samy Fayad, tradotta in dialetto trentino a cura della Filodrammatica col titolo “Robe turche”.

Oltre alla produzione di spettacoli e l’organizzazione della rassegna di teatro amatoriale “Bruno Palaoro”, le attività della Filodrammatica si sono notevolmente ampliate. A partire dal 2004 infatti la Compagnia propone ogni estate “Le storie con la Talpa Arianna”, rassegna di letture dedicate ai bambini della scuola dell’infanzia e dal 2007 organizza in collaborazione con il Comune di Civezzano la rassegna di teatro-ragazzi “Il Grillo Parlante” offrendo alle famiglie la possibilità di assistere a spettacoli di affermati professionisti

In questi anni l’attività proseguì e vi fu un cambio di regista: Vittorio Gadotti che fino ad ora aveva diretto la Compagnia lasciò il posto al giovane Roberto Claudiani che debuttò nel 1991 con la messa in scena de “El vestì per el paradis” di Talieno Manfrini, una commedia dialettale in tre atti con la quale la compagnia partecipò al Sipario d’Oro di quell’anno, vincendo il premio per la migliore attrice protagonista con Marisa Gadotti. 

Nello stesso anno venne organizzata dalla Filodrammatica la prima di due edizioni della rassegna “Spettacoli di teatro amatoriale a Civezzano” che vide la partecipazione di compagnie di ottimo livello. 

Nel frattempo il proseguo della fervente attività del gruppo “Filo-Folies” venne premiato nel 1992 quando partecipò al Sipario d’Oro con due atti unici , la già citata “Cantatrice calva” e “Lo sportello” di Jean Tardieu, portando a casa sia il premio Sipario d’Oro 1992 per il miglior spettacolo, che i premi come migliori attore e attrice protagonisti, assegnati rispettivamente a Roberto Claudiani e ad Alessandra Gadotti. 

Negli anni successivi la compagnia continuò la sua attività alternando testi del teatro locale a testi del teatro classico e sperimentale. Nel 1993 debuttò “Serata in tre momenti”, uno spettacolo composto da tre diversi atti unici: “L’embriago de Sesto” di Silvio Castelli, “Una domanda di matrimonio” di Anton Cechov e “Centocinquanta la gallina canta” di Achille Campanile.  Nell’anno seguente venne rappresentato il toccante testo di Elio Fox “Quatro soldi de speranza”.

Dalla metà degli anni novanta la compagnia si ritrovò a dover affrontare le grandi difficoltà insorte con la chiusura per inagibilità di quel teatro di San Tarcisio che per decenni era stato il luogo deputato all’allestimento e alla rappresentazione degli spettacoli. L’attività teatrale a Civezzano venne sospesa per un decennio ma i filodrammatici continuarono ad allestire gli spettacoli in spazi privati. e riuscirono negli anni fra il 1994 e il 2004 a confezionare ben quattro nuovi spettacoli, oltre a riproporne uno già rappresentato nelle stagioni precedenti, debuttando all’interno delle rassegne delle compagnie di altri paesi trentini. 

Il primo spettacolo realizzato nel periodo in cui la compagnia rimase senza teatro fu “Ma per fortuna è una notte di luna” di Ermanno Carsana. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la Filodrammatica San Martino di Fornace, con regia e attori provenienti da entrambe le compagnie, partecipò al Sipario d’Oro dove vinse il premio Sipario d’Oro 1993, i premi per la regia (a Camillo Caresia e Roberto Claudiani) e per il miglior attore caratterista (sempre Roberto Claudiani). Gli altri spettacoli messi in scena furono “El zalt de l’asta … ovvero delitti quasi perfetti” di Lina Lisciotto, “Papà Camillo” di Ivano Bertoletti, appositamente tradotta in dialetto trentino, che partecipò al Sipario d’Oro 2000.

In questi anni l’attività proseguì e vi fu un cambio di regista: Vittorio Gadotti che fino ad ora aveva diretto la Compagnia lasciò il posto al giovane Roberto Claudiani che debuttò nel 1991 con la messa in scena de “El vestì per el paradis” di Talieno Manfrini, una commedia dialettale in tre atti con la quale la compagnia partecipò al Sipario d’Oro di quell’anno, vincendo il premio per la migliore attrice protagonista con Marisa Gadotti. 

Nello stesso anno venne organizzata dalla Filodrammatica la prima di due edizioni della rassegna “Spettacoli di teatro amatoriale a Civezzano” che vide la partecipazione di compagnie di ottimo livello. 

Nel frattempo il proseguo della fervente attività del gruppo “Filo-Folies” venne premiato nel 1992 quando partecipò al Sipario d’Oro con due atti unici , la già citata “Cantatrice calva” e “Lo sportello” di Jean Tardieu, portando a casa sia il premio Sipario d’Oro 1992 per il miglior spettacolo, che i premi come migliori attore e attrice protagonisti, assegnati rispettivamente a Roberto Claudiani e ad Alessandra Gadotti. 

Negli anni successivi la compagnia continuò la sua attività alternando testi del teatro locale a testi del teatro classico e sperimentale. Nel 1993 debuttò “Serata in tre momenti”, uno spettacolo composto da tre diversi atti unici: “L’embriago de Sesto” di Silvio Castelli, “Una domanda di matrimonio” di Anton Cechov e “Centocinquanta la gallina canta” di Achille Campanile.  Nell’anno seguente venne rappresentato il toccante testo di Elio Fox “Quatro soldi de speranza”.

Dalla metà degli anni novanta la compagnia si ritrovò a dover affrontare le grandi difficoltà insorte con la chiusura per inagibilità di quel teatro di San Tarcisio che per decenni era stato il luogo deputato all’allestimento e alla rappresentazione degli spettacoli. L’attività teatrale a Civezzano venne sospesa per un decennio ma i filodrammatici continuarono ad allestire gli spettacoli in spazi privati. e riuscirono negli anni fra il 1994 e il 2004 a confezionare ben quattro nuovi spettacoli, oltre a riproporne uno già rappresentato nelle stagioni precedenti, debuttando all’interno delle rassegne delle compagnie di altri paesi trentini. 

Il primo spettacolo realizzato nel periodo in cui la compagnia rimase senza teatro fu “Ma per fortuna è una notte di luna” di Ermanno Carsana. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la Filodrammatica San Martino di Fornace, con regia e attori provenienti da entrambe le compagnie, partecipò al Sipario d’Oro dove vinse il premio Sipario d’Oro 1993, i premi per la regia (a Camillo Caresia e Roberto Claudiani) e per il miglior attore caratterista (sempre Roberto Claudiani). Gli altri spettacoli messi in scena furono “El zalt de l’asta … ovvero delitti quasi perfetti” di Lina Lisciotto, “Papà Camillo” di Ivano Bertoletti, appositamente tradotta in dialetto trentino, che partecipò al Sipario d’Oro 2000.

Negli ultimi quindici anni c’è stata un’intensa attività e ogni anno la Filodrammatica ha prodotto un nuovo lavoro:
  • 2005 “La Maga Zenobia” di Adriana Zardini
  • 2006 “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht
  • 2007 “Il matrimonio perfetto” di Robin Hawdon
  • 2008 “Amici per sempre” di Brunetto Binelli
  • 2009 “Robe turche” tradotta in dialetto trentino da “Cose turche” Samy Fayad
  • 2010 “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame
  • 2011 “Le uova delle monache” di Donato Bitetti
  • 2012 “La palla al piede” di Georges Feydeau
  • 2013 “Servizio in camera” di Oreste De Santis
  • 2014 “Pirandello,il labirinto dell’uomo”, a cura di Gigi Ottoni
  • 2015 “Il nonno arabo” di Nunzio Cocivera
  • 2016 “El saria massa bel se’l fussa vera” di Adriana Zardin
  • 2017 “La moglie, l’amante e…il monsignore” di Roberto Fera
  • 2018 “The show must go on!” di Valerio di Piramo e “Sparkleshark” di Philip Ridley realizzato dal Gruppo Giovani della Compagnia
  • 2019 “Fo…’na serata” due atti unici brillanti di Dario Fo (“I tre bravi” e La Marcolfa”).
  • Dal 2007 la Compagnia organizza anche la rassegna di teatro-ragazzi “Il Grillo Parlante” per dare ai più piccoli l’opportunità di vedere al teatro “Luigi Pirandello” spettacoli di affermati professionisti del teatro per bambini.